Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la COOKIE POLICY.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

canto lirico1

 

Chi studia canto lirico deve conoscere lo strumento che esercita per imparare a controllare il suono e quindi avere nozioni di foniatria e anatomia dell’apparato fono-articolatorio al fine di tornare a ciò che la natura ci ha dato.
Lo studio di nozioni scientifiche permette al cantante di conoscere la sua voce, evitando alcuni degli errori più comuni, come quello di cercare di cantare imitando il registro o le possibilità vocali di altri cantanti.
Bisogna cercare di ottenere i migliori risultati rimanendo fedeli alle caratteristiche naturali della propria voce.
Cercare l’ampiezza e la facilità di emissione della voce è uno dei primi obiettivi del principiante.
Integrare discipline come la foniatra, vuol dire poter rispondere a domande fondamentali per un cantante lirico come: che cos’è la voce?
La voce è il processo di tre fattori:
1) il soffio
2) il suono che si forma sopra la glottide
3) facciale o maschera vocale dove il suono si sviluppa e acquista la sua completa sonorità

 

 verdi  canto lirico3


Gli antichi maestri dicevano “chi sa respirare sa cantare”; la respirazione è la sintesi di due movimenti: l’aspirazione e l’espirazione.
La meccanica della respirazione è fondamentale nello studio del canto, ma il modo migliore per perfezionare la tecnica respiratoria, è quello di interiorizzare la meccanica naturale della respirazione, senza ricercare possibilità innaturali.
A differenza degli strumenti musicali, che hanno un estensione di solito ben definita, la voce umana è molto duttile e può piegarsi meglio del mezzo meccanico.
Per mezzo dello studio, imparando a posizionare bene il suono, l’estensione vocale si può ampliare emodificare, guadagnando nuovi suoni nel registro acuto o in quello grave.
Nella musica leggera la voce viene amplificata dal microfono, mentre nel canto lirico bisogna “impostare la voce” per far risuonare con il minor sforzo e con il massimo rendimento le nostre naturali cavità di risonanza.
In ultima analisi, il buon insegnante è proprio colui che riesce a educare l’allievo alla consapevolezza e alla padronanza delle sue caratteristiche naturali: diverse e peculiari per ogni interprete e per ogni voce.